Il 20 febbraio 2006 Luca Coscioni ci lasciava dopo aver rifiutato una tracheotomia che lo avrebbe mantenuto attaccato a una macchina. La sua vita, segnata dalla sclerosi laterale amiotrofica, si trasformò in una battaglia per la libertà di ricerca scientifica e per i diritti delle persone malate e con disabilità. A vent’anni dalla sua morte, l’Associazione Luca Coscioni ha ricordato il fondatore con un incontro in Senato, riflettendo sullo stato della ricerca scientifica in Italia e nel mondo e rilanciando le sue battaglie ancora aperte.
Tra le battaglie simbolo di Luca Coscioni c’è quella per la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Nei primi anni Duemila, mentre la malattia progrediva, Coscioni promosse una campagna internazionale che ottenne il sostegno pubblico di oltre cento premi Nobel, firmatari di appelli a favore della libertà di ricerca e contro i divieti legislativi che ne limitavano lo sviluppo.
In Italia, il nodo resta la cosiddetta legge 40 del 2004, normativa sulla procreazione medicalmente assistita che, tra le altre restrizioni, vieta l’utilizzo per la ricerca degli embrioni crioconservati non destinati a una gravidanza. Un divieto che continua a impedire lo sviluppo di sperimentazioni già avanzate in altri paesi.






