SPINEA - In casa ci sono ancora mobili, vestiti ed effetti personali di due fratelli. Eppure gli abusivi sono entrati lo stesso e hanno preso possesso dell’alloggio. Con ogni probabilità resteranno lì a lungo, come accade dal 2017 in una parte degli appartamenti del “Condominio Venezia”, alcuni dei quali occupati anche con minacce ai danni degli inquilini regolari. L’ultimo caso, al Villaggio dei Fiori di Spinea, rappresenta un limite estremo. L’appartamento risultava ancora assegnato a due fratelli: la donna, intestataria del contratto, è deceduta, lasciando come convivente il fratello con disabilità.

L’uomo, da un po’ di tempo ospite di una struttura specializzata, non aveva ancora formalizzato la decadenza dell’assegnazione. La casa, dunque, era ancora ufficialmente nella disponibilità della famiglia e all’interno custodiva mobili e beni personali. Gli occupanti, che finora avevano preso di mira alloggi sfitti, non si sono fatti scrupoli: secondo diversi residenti sarebbero stati aiutati da altri abusivi, in un sistema che “appalterebbe” a parenti e conoscenti tutti gli spazi liberi. Così sono entrati e si sono insediati.

A raccontare l’episodio è Insula, la società che gestisce gli appartamenti per conto del Comune di Venezia, proprietario del complesso dagli anni Ottanta. Fu allora che Venezia acquistò i 154 alloggi — situati nel territorio di Spinea — per far fronte all’emergenza abitativa, inviando fuori dal capoluogo famiglie in lista d’attesa dei servizi sociali. Una scelta che ha generato nel tempo una situazione complessa: Venezia proprietaria, Spinea chiamata a gestire sul piano sociale e della sicurezza le ricadute quotidiane. Una doppia “paternità” che oggi si traduce in un nodo irrisolto, dentro cui si sono accumulati degrado, tensioni e rassegnazione.