SPINEA (VENEZIA) - L’ultimo appartamento occupato al Villaggio dei Fiori non era nemmeno sfitto: risultava ancora assegnato a una donna appena deceduta, e nella casa erano ancora presenti i suoi effetti personali. «È un racket, e non c’è nemmeno il tempo di chiudere le case», denuncia Insula, la società che per conto del Comune di Venezia gestisce le manutenzioni del condominio. Un dettaglio inquietante che conferma come dietro le occupazioni abusive nel quartiere vi sia una vera e propria rete organizzata.
Secondo i residenti, le due persone che sabato scorso hanno occupato l’alloggio sarebbero state invitate da altri abusivi, che le avrebbero fatte entrare tranquillamente dal portone principale. L’appartamento, però, non era libero: Insula stava aspettando che i familiari della defunta recuperassero i beni personali della loro congiunta.
Questo spiegherebbe quindi perché i nuovi occupanti abbiano avuto subito accesso alle utenze e perché alcuni mobili siano stati trovati abbandonati in strada. Un episodio che rende la situazione ancora più grave, facendo cadere una delle principali giustificazioni di chi difende gli abusivi: non si tratta infatti di un alloggio sfitto o inutilizzato, ma di un appartamento ancora assegnato e destinato a un nuovo inquilino. In sostanza, un vero e proprio furto ai danni dei parenti della defunta e delle persone in lista d’attesa per una casa popolare.








