Della pista da bob, skeleton e slittino rimangono 30 pale di alluminio, 20 zainetti porta-materiale e 250 lame per raschietti, ma anche 4 ceste con le ruote per il trasporto del cambio degli atleti dalla stazione di partenza a quella di arrivo. Invece dello stadio del curling restano 3 squadre angolari, 6 binocoli e 2 pompe d’acqua per la produzione del ghiaccio, così come 8 cronometri. Quanto alla pista Olympia delle Tofane, giacciono 1.200 metri di reti rosse, 50 pale d’alluminio e 2 strutture porta-pettorali, come pure 2 telemetri con inclinometri per la misurazione distanze. In vista delle Paralimpiadi, avanzano invece 95 secchi da cantiere, 25 rastrelli e 4 motoseghe, nonché 2 orologi digitali da muro. Sono solo alcuni esemplari delle 295 tipologie di attrezzi utilizzati per la costruzione, l’ammodernamento o la gestione degli impianti destinati ai Giochi: in tutto migliaia di oggetti che Fondazione Milano Cortina cederà al miglior offerente in una sorta di asta nei prossimi giorni.
L’avviso pubblicato lunedì riguarda «la manifestazione di interesse da parte di soggetti interessati all’acquisto dei beni oggetto di dismissione» ed è accompagnato dall’elenco dettagliato degli articoli ritenuti non più necessari alle attività. «Fondazione – viene spiegato – intende procedere alla dismissione dei beni mobili utilizzati per lo svolgimento dei Giochi nei singoli siti olimpici (“Venue”), nel rispetto dei criteri di sostenibilità sul piano economico, ambientale, sociale, anche al fine di promuovere ricadute positive sulle comunità locali e sui territori che hanno ospitato lo svolgimento dei Giochi».








