Sono stati rubati due “sassi” del curling allo stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo. Il fatto è stato denunciato alla Polizia e potrebbe essere avvenuto martedì; le prime gare delle Paralimpiadi, valide per il doppio misto, si sono comunque svolte regolarmente grazie alla sostituzione degli strumenti mancanti con una coppia di riserva. Resta però il giallo sulla matrice dell’episodio. Si è trattato di una bravata, com’era stato per la torcia al villaggio olimpico, prima sparita e poi ritrovata? Oppure è stato commesso un vero e proprio furto, legato al pregio delle “stone”?
Una pietra regolamentare, cioè con una circonferenza massima di 36 pollici (914 millimetri) e un peso medio di 42 libbre (circa 19 chili), ha un valore stimato di 750 sterline (poco più di 860 euro). I riferimenti anglosassoni sono dovuti al fatto che il granito utilizzato per la produzione proviene esclusivamente da Ailsa Craig, un'isola al largo della costa scozzese dell'Ayrshire, da dove l’azienda Kays Scotland ha fornito 128 esemplari alla federazione World Curling per le competizioni di Milano Cortina 2026. Durante i Giochi il sindaco Gianluca Lorenzi, ex azzurro di curling, aveva espresso il desiderio di poterne comprare 16 da destinare al Curling Club Cortina. «Sono davvero di altissima qualità – aveva spiegato il primo cittadino – e poterle usare qui potrebbe fare la differenza rispetto ad altri centri. È vero: abbiamo chiesto che ci facessero un preventivo per un eventuale acquisto, ma non l’ho ancora visto e comunque prima dovrò trovare i soldi».







