VENEZIA - Volano i “corvi” sul Canal Grande attorno alle nomine dei direttori generali in sanità. In particolare ieri è arrivata a Ferro Fini una lettera, rigorosamente anonima e parzialmente sgrammaticata, ma abbastanza allusiva da lasciar intendere di saperla lunga (e torbida), che sparge veleni sulle decisioni che il governatore Alberto Stefani dovrà prendere questa settimana. Presentandosi come un ex consigliere regionale quasi ottantenne, il misterioso autore cita nomi, tratteggia scenari e invoca trasparenza, rivolgendosi «soprattutto ai nuovi e ai giovani» componenti dell’assemblea legislativa: «Tenete lontane le lobby da palazzo». Nessun commento dal Balbi, dove comunque la missiva verrebbe considerata un tentativo maldestro di inquinare il nuovo corso, tanto più perché dà pressoché per certa l’assegnazione dell’incarico a chi in realtà rientra fra i 51 profili scartati dalla commissione incaricata di valutare le 130 proposte di candidatura.

È il caso ad esempio di Cristina Rauli, indicata dal “corvo” come «uno dei nuovi dg o in subordine un nuovo direttore amministrativo magari di Azienda Zero (ruolo questo che darebbe meno nell'occhio)», ente di cui è attualmente responsabile dell'unità Affari generali. Evidentemente il mittente non sa che la sua manifestazione d’interesse non è entrata nella rosa stilata dalla commissione nominata da Stefani e presieduta dal professor Stefano Campostrini, ma la menziona ugualmente in quanto moglie di Leonardo Padrin, già numero uno della commissione Sanità e tuttora descritto come il principale degli «esterni "personaggi"» che condizionerebbero in chiave padovana le scelte della sanità regionale, a cominciare dalla designazione dell'assessore Gino Gerosa e del suo capo segreteria Alberto Salmaso. Fra le varie insinuazioni, vengono evocati «poteri» in grado di sostenere Patrizia Benini (ora all'Ulss 9 Scaligera) e Pietro Girardi (oggi all'Ulss 5 Polesana), così come Stefano Formentini per la successione di Francesco Benazzi all'Ulss 2 Marca Trevigiana, disegnando una «partita a scacchi» in cui oltre al «re» Stefani si muoverebbero anche «la regina» Luca Zaia e «il suo alfiere» Manuela Lanzarin