Sono proprio loro, i piccoli Comuni del Mezzogiorno a più alto rischio di spopolamento, i primi a non rassegnarsi. A dimostrare, cioè, che è possibile «Riabitare il Sud», il titolo a dir poco eloquente dell’iniziativa promossa dalla Fondazione con il Sud per interventi di sviluppo locale finalizzati alla rigenerazione demografica e alla rivitalizzazione delle comunità locali, con un plafond di 8 milioni di euro.

Sono stati infatti oltre 260 piccoli Comuni e più di 200 enti di terzo settore a rispondere al bando: tra le 57 proposte ricevute, 4 ora accedono alla fase di co-progettazione per la definizione delle proposte esecutive. Si tratta di territori compresi nelle Alte Madonie in Sicilia, nella Locride in Calabria, nel Cilento e nel Sannio in Campania.

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Dice Stefano Consiglio, presidente della Fondazione, ente non profit privato nato dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per favorire lo sviluppo del Mezzogiorno attraverso la promozione di percorsi di coesione sociale (un successo, tra gli altri, la nascita delle Fondazioni di Comunità, da Napoli a Messina): «La risposta all’iniziativa sperimentale che abbiamo messo in campo ci dà speranza e fiducia verso la volontà e la capacità di mettersi insieme, creare alleanze pubblico-privato sociale per favorire la rigenerazione demografica e rendere attrattivi i territori per chi decide di restare, tornare, arrivare o fermarsi al Sud. Tutte le comunità coinvolte, al di là delle quattro che accedono alla seconda fase, meritano un grande plauso ma anche l’attenzione delle istituzioni per il grande sforzo profuso, per visione e pragmatismo. Il 4 marzo abbiamo convocato una riunione con i rappresentanti di tutti i partenariati non ammessi alla seconda fase del bando per valutare possibili ulteriori iniziative finalizzate all’implementazione di azioni utili per attivare processi di rigenerazione demografica anche in altre aree del Sud».