Tim rispetta le promesse per il quarto anno consecutivo. E questa volta la Borsa ne tiene conto, visto che nell’ultimo anno il titolo è salito del 140%, con una chiusura ieri a 65 centesimi (+0,40% dal giorno prima). Il consiglio che si è riunito ieri sotto la presidenza di Alberta Figari ha approvato il preconsuntivo dell’esercizio 2025 che ha registrato ricavi in crescita del 2,7% a 13,7 miliardi, di cui 9,5 miliardi (+1,9%) realizzati sul mercato domestico e 4,2 miliardi (+4,6%) in Brasile. L’Ebitda è aumentato del 6,4% a 4,4 miliardi, con un apporto quasi paritetico da mercato domestico (+5,2% a 2,2 miliardi) e Brasile (+7,7% a 2,1 miliardi). La marginalità a livello di Ebitda after lease sale al 26,9%.

Per quanto riguarda le aree di attività, Tim consumer ha riportato ricavi per 6 miliardi (in flessione dello 0,9%), con ricavi da servizi per 5,5 miliardi (-0,6%). I ricavi di Tim Enterprise sono cresciuti del 7% a 3,5 miliardi, con ricavi da servizi a 3,3 miliardi (+8,6%), meglio del mercato di riferimento. In quest’area il cloud si conferma come la principale linea di business e in crescita con un incremento del 24% di ricavi da servizi, «anche grazie al Polo strategico nazionale, il cui contributo raddoppia anno su anno», sottolinea una nota.