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Patrizia Mercolino ha registrato una conversazione avvenuta con il cardiochirurgo del Monaldi che ha effettuato il trapianto al bimbo. Il legale della donna: “Il medico ha detto che Domenico era trapiantabile e non lo era”

Sono ancora tanti i punti da chiarire nell’inchiesta relativa al decesso di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto dopo il trapianto di un cuore danneggiato all’ospedale Monaldi di Napoli. La mamma del piccolo, Patrizia Mercolino, questa mattina si è recata in procura per depositare la registrazione audio di una conversazione avvenuta con il cardiochirurgo che, lo scorso 23 dicembre, ha eseguito l’operazione. Il file è stato messo a disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante, titolare del fascicolo che vede indagati sette persone, tra medici e paramedici del nosocomio partenopeo, con l’ipotesi di reato per omicidio colposo in concorso.

Come apprende l’Ansa, nella chiavetta consegnata al pm ci sarebbe una conversazione intercorsa tra Patrizia Mercolino e il dottor Guido Oppido dopo il consulto con l’Heart Team, al quale hanno partecipato i maggiori esperti italiani di cardiochirurgia infantile. La donna sostiene che, la sera prima, il medico l’avrebbe rassicurata sulla possibilità di eseguire un nuovo trapianto per Domenico, salvo poi rivelare all’indomani di averlo detto “solo per disperazione”. “Questo fa pensare che Oppido avrebbe in un certo qual modo orientato le decisioni dell’Heart Team. - spiega l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la donna - Se lui dice che fino alla sera prima il Monaldi considerava trapiantabile il bimbo, comprova che era lui a decidere se fosse trapiantabile o meno”. E ancora, sottolinea il legale: “Ricordo che il dottor Oppido è rimasto il medico curante di Domenico fino al giorno della procedura condivisa di cure richiesta da noi. È stato il nostro medico di parte a chiedere che Domenico avesse un altro medico curante e solo allora Oppido è stato rimosso”.