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Ultimo aggiornamento: 16:19
In Argentina il calcio si ferma. Con una decisione clamorosa, i club professionistici hanno concordato uno sciopero dal 5 all’8 marzo per protestare contro quella che considerano una persecuzione giudiziaria nei confronti del capo della Federcalcio, Claudio Tapia. Il campionato si ferma per un fine settimana, ma potrebbe essere solo l’inizio. Da mesi infatti prosegue la guerra tra il presidente argentino Javier Milei e il calcio albiceleste. Dietro alle inchieste nei confronti di Tapia e dell’Afa, infatti, c’è il governo. Da tempo Milei vuole riformare lo statuto delle società calcistiche argentine (oggi società civili senza scopo di lucro) e consentire l’ingresso di Società per azioni. Un’iniziativa che si scontra tuttavia con una forte resistenza della Federcalcio e anche della maggioranza dei club argentini. Come dimostra la durissima protesta di questi giorni.
L’annuncio dello sciopero è arrivato dopo che un giudice ha convocato Tapia a testimoniare il 5 marzo in un caso in cui è accusato di appropriazione indebita di contributi previdenziali. L’indagine nasce da una denuncia presentata dall’Agenzia delle Entrate e del Controllo Doganale (Arca) che fa capo proprio al governo. Il comitato esecutivo della Lega professionistica argentina ha deliberato all’unanimità di sospendere tutte le partite di prima divisione e le altre partite di campionato dal 5 all’8 marzo “in segno di protesta contro la denuncia presentata dall’Arca”, ha annunciato l’AFA in un comunicato.








