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24 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:35

I cambi in panchina, in Serie A, sono stati sette. E già non è un dato da poco. A Torino è appena arrivato D’Aversa e avrà 12 partite a disposizione per potersi meritare la conferma. Prima di lui, hanno cambiato (in ordine rigorosamente sparso) Pisa, Verona, Genoa, Fiorentina, Atalanta. E Juventus. L’esonero più rumoroso, quello, ma forse lo specchio di come non sempre cambiare convenga. Anzi.

La tesi non è assoluta, ma rispecchia un’analisi che si basa sul mero calcolo della media punti. Chi ne ha giovato? E chi no? Bisogna partire dai casi più eclatanti. Il bianco e il nero. Al netto del gioco di parole di dubbio gusto, le situazioni che più meritano di essere prese in considerazione sono due: Atalanta e Juventus. Prima, i nerazzurri, caso certamente virtuoso di quelli da analizzare in Serie A: in 15 partite complessive, la media punti di Juric è stata di 1,33; quella di Palladino, in 22 gare, di 2 spaccati. Risultato? Per un allievo di Gasperini che non ha fatto bene, ce n’è un altro (che pure era stato valutato in estate dai bergamaschi) che invece ha risistemato le cose, con l’Atalanta in piena lotta per la Champions League e con ‘un’escursione termica’ rispetto al calcio gasperiniano non così marcata. Per quanto presente.