Braccianti sfruttati nelle campagne modenesi, costretti a lavorare anche sette giorni su sette, senza riposo, con paghe che arrivavano in alcuni casi anche a 5 euro all'ora, fatti dormire in situazioni di degrado in un immobile fatiscente adibito a dormitorio.

È il quadro emerso da accertamenti della Guardia di finanza di Modena e che hanno portato all'arresto di un uomo di nazionalità pachistana. Oggi è stata eseguita l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip.

L'uomo è gravemente indiziato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro - cosiddetto caporalato - nel settore agricolo. Le indagini - in collaborazione con l'Ispettorato territoriale del lavoro - hanno permesso di ricostruire l'attività illecita svolta dall'indagato, a partire dal reclutamento di connazionali, talvolta già in Italia, o a volte organizzandone pure il viaggio dal Pakistan verso l'Italia. I lavoratori erano destinati in diverse aziende agricole della provincia di Modena, in condizioni di sfruttamento, principalmente per la raccolta e smistamento di prodotti ortofrutticoli o per la pulizia dei terreni e per la potatura. Assunti 'in nero', senza l'applicazione di contratti o di condizioni di sicurezza o di igiene. La retribuzione era variabile tra i 7 e gli 8 euro orari, talvolta ridotta a 5 euro o del tutto azzerata. Le condotte sono state accertate nei confronti di almeno otto persone. L'indagato approfittava del loro stato di bisogno.