Braccianti costretti a lavorare 12 ore nei campi e a dormire tra rifiuti e panni sporchi: denunciati papà e figlio marocchini e 4 aziende

Una macchina di sfruttamento gestita da papà e figlio di origine marocchina, rispettivamente un 50enne e un 26enne, di cui avrebbero beneficiato 4 aziende agricole di Loreo, Porto Viro e Chioggia

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lunedì 23 giugno 2025 di Redazione web

LOREO (ROVIGO) - Il sistema di caporalato sgominato, dopo un anno di indagini, dalla guardia di finanza di Loreo, provincia di Rovigo. Una macchina di sfruttamento gestita da papà e figlio di origine marocchina, rispettivamente un 50enne e un 26enne, di cui avrebbero beneficiato 4 aziende agricole di Loreo, Porto Viro e Chioggia. I due, attraverso una srls di Porto Viro formalmente esercente attività di trasporto, reclutavano, dietro compenso, dei loro connazionali approfittando del loro stato di bisogno con la promessa di un lavoro in Italia per poi in realtà sfruttarli come braccianti sui campi anche per 12 ore consecutive e con temperature superiori ai 30 gradi.