Il 2025 non è stato un buon anno per tutto il settore dell'aftermarket italiano, altrimenti noto come filiera IAM, ovvero i produttori di componenti, i distributori, i ricambisti e le officine indipendenti. È quanto emerge dai dati del Barometro Aftermarket – rilevazione statistica interna al Gruppo Componenti ANFIA che fornisce un trend indicativo dell'andamento del mercato dei ricambi automotive – secondo cui il fatturato aftermarket ha registraTO una flessione dell’1,3% nel 2025 rispetto all’anno precedente, che aveva chiuso in rialzo del 2,4% rispetto al 2023. Il calo maggiore è avvenuto nel quarto trimestre (-4,1%), seguito dal primo (-1,6%). Pressoché stabili, invece, il terzo trimestre (+0,5%) e il secondo (+0,2%). Guardando all’andamento delle singole famiglie prodotto, soltanto due su cinque presentano una variazione positiva: i componenti undercar (+5%), che avevano chiuso il 2024 a +2%, e i componenti motore (+1,9%), che avevano registrato un aumento del 5,6% nel 2024.
In flessione, invece, con la contrazione più marcata, i componenti elettrici ed elettronici (-7,5%), dopo il +6,3% del 2024, seguiti dai materiali di consumo (-4,3%), che avevano riportato un lieve rialzo dello 0,5% nel 2024, e dai componenti di carrozzeria e abitacolo (-2,8%), che avevano chiuso il 2024 a +8,5%. “Le flessioni, seppur lievi, registrate nel primo (-0,7%) e nel secondo semestre 2025 (-1,9%) portano il trend del fatturato italiano dei ricambi automotive in territorio negativo (-1,3%) dopo quattro anni consecutivi in crescita – spiega Massimo Pellegrino, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA. Il 2025 si conferma un anno di transizione complessa per la filiera IAM, inserita in un contesto macroeconomico ancora caratterizzato da crescita debole, pressione sui costi operativi e incertezza nei consumi.







