Ese per fermare le infezioni non servissero nuovi antibiotici, ma nuove forme? Uno studio italiano pubblicato su Nature Communications mostra che la geometria microscopica di stent, cateteri e impianti può ridurre drasticamente l’adesione dei batteri. L’idea nasce osservando la natura: la pelle degli squali e le ali delle libellule. Un approccio fisico, non chimico, che potrebbe aiutare a contrastare l’antibiotico resistenza e le infezioni correlate ai dispositivi medici.

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18 Febbraio 2026

Il problema nascosto nei dispositivi medici

Cateteri, stent e impianti sono strumenti salvavita. Ma offrono anche ai batteri una superficie ideale su cui aderire e moltiplicarsi. Quando i microrganismi si aggregano, formano i cosiddetti biofilm: comunità protette da una matrice che li rende molto più resistenti agli antibiotici. Le infezioni associate all’assistenza sanitaria superano i 50 milioni di casi ogni anno nel mondo e oltre il 60% è legato proprio ai biofilm. Intervenire sulla superficie dei dispositivi diventa quindi cruciale. Finora l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla chimica dei materiali o sui rivestimenti antimicrobici. Questo studio aggiunge un nuovo elemento: la forma.