PADOVA - La presentazione del libro di Davide Parenzo spacca il Pd. Periodicamente ad animare le cronache cittadine sono le sale negate per la promozione di libri e volumi di natura "politica". Nel 2018, per esempio, le proteste dell'Asu, convinsero l'Esu a negare la sala Ederle per la presentazione del fumetto dedicato a Norma Cossetto, giovane donna uccisa da forze partigiane durante la resistenza Jugoslava.
Ora ad accendere le polveri in casa Dem è una lettera dell'associazione "Pace in Palestina" firmata da oltre 150 persone che è arrivata direttamente sulla scrivania del vescovo Claudio Cipolla. Lettera in cui si chiedevano spiegazioni sulle motivazioni che hanno indotto la Diocesi ad accettare che l'evento fosse organizzato alla Scuola della Carità in via San Francesco. Appello sottoscritto anche da due consiglieri comunali del Partito democratico, Caterina Coppo e Alessandro Tognon.
L'appuntamento è stato comunque poi spostato all'ultimo minuto in un'altra sede, comunicata solo un'ora prima della presentazione avvenuta poi domenica pomeriggio in zoina Stanga.
«Il problema non è soltanto la contestazione di Parenzo si legge nelle lettera ma ci domandiamo perché le autorità religiose abbiano accettato di concedere la sala per l'incontro esponendosi esse stesse alla contestazioni».







