Fumata nera alla riunione dei ministri degli Esteri Ue sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, la cui approvazione era attesa per il quarto anniversario dell'aggressione russa dell'Ucraina.

Ma l'Ungheria di Viktor Orban e la Slovacchia di Robert Fico hanno posto il veto, bloccando le nuove sanzioni contro la Russia, ma anche a un prestito da 90 miliardi di euro all'Ucraina.

Inutili i tentativi di convincere Budapest e Bratislava compiuti dal presidente del Consiglio europeo, António Costa, che ha cercato invano di fare pressione sull'Ungheria, nella speranza di approvare il pacchetto in tempo per la visita a Kiev della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

"In consultazione con la Slovacchia, abbiamo bloccato le spedizioni di gasolio all'Ucraina. Inoltre, il governo ha posto il veto all'erogazione di 90 miliardi di euro all'Ucraina, precedentemente approvata senza la partecipazione dell'Ungheria e senza alcun onere finanziario per noi. E il governo ha deciso di porre il veto al ventesimo pacchetto di sanzioni di guerra", ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orban al Parlamento di Budapest. A Bruxelles "abbiamo annunciato che bloccheremo qualsiasi decisione a sostegno dell'Ucraina, finché l'Ucraina non consentirà al greggio russo di passare in Ungheria", ha aggiunto Orban.