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Ma i francesi lavorano ai candidati di minoranza
L'assemblea straordinaria del Banco Bpm ha approvato a larga maggioranza (il 95,4% dei voti) le modifiche statutarie già autorizzate dalla Bce in vista del rinnovo della governance in primavera. Lo statuto viene così armonizzato alle nuove previsioni della Legge Capitali in materia di lista del cda, con l'assegnazione fino a un massimo di sei posti alle minoranze azionarie su un totale di 15 membri. Il cambio va incontro anche alle esigenze del Crédit Agricole che con il 20% del capitale ora rivendica più spazio nel Consiglio. All'approvazione di ieri, che necessitava dei due terzi dei sì, ha concorso anche la banque verte, proiettata al 25% e con già in tasca l'autorizzazione della Bce a salire fino al 30 per cento. «Vorrei esprimere, insieme al ringraziamento ai nostri soci, la soddisfazione per l'esito dell'assemblea di oggi con cui sono stati definiti i criteri per il rinnovo del consiglio di amministrazione: un presupposto essenziale in vista della prossima assemblea di aprile, in cui i soci saranno chiamati a scegliere la guida della banca per il prossimo triennio», ha commentato l'ad dell'istituto milanese Giuseppe Castagna. Anche il presidente, Massimo Tononi, ha ringraziato gli azionisti «per la fiducia che ci hanno dimostrato approvando a larga maggioranza le modifiche statutarie», definite «un passaggio necessario».






