MILANO. Le Paralimpiadi di Milano Cortina non sono ancora iniziate, ma sono già state battezzate come nuovo terreno di scontro tra Russia e Ucraina. Gli occhi sono puntati sulla cerimonia inaugurale che andrà in scena all’Arena di Verona il 6 marzo. La delegazione ucraina, seguita dal comitato estone e da quello ceco, non prenderà parte all’evento di apertura e chiede che non venga mai usata durante tutta la serata la sua bandiera nazionale. Un boicottaggio che arriva in reazione alla decisione del Comitato paralimpico internazionale (Ipc) di permettere, per la prima volta dallo scoppio del conflitto in Ucraina, agli atleti russi e bielorussi di partecipare alle gare con bandiera, inno e divise dei rispettivi paesi. Anche Glenn Micallef, commissario europeo per l’Equità intergenerazionale, la Gioventù, la Cultura e lo Sport, ha comunicato che non sarà a Verona per le stesse ragioni.

Il Cio riammette le bandiere russa e bielorussa, Kiev organizza il boicottaggio delle Paralimpiadi

DALLA NOSTRA INVIATA GIULIA ZONCA

«La cerimonia di apertura non dovrebbe essere politicizzata. Se la delegazione ucraina non vorrà partecipare, non sarà punita. Ce ne dispiace, ma rispettiamo la loro posizione», ha affermato il presidente dell’Ipc Andrew Parsons, a margine di un evento organizzato da Allianz a Milano in vista della manifestazione sportiva. Il presidente ha spiegato che questa decisione è stata presa a settembre dall’Assemblea generale del comitato: «Gli atleti russi e bielorussi devono essere trattati come qualunque altro atleta paralimpico di altre nazioni. Che mi piaccia o no, devo attuare questa decisione. È un mio dovere».