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11 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:54

È ancora polemica tra il Comitato paralimpico dell’Ucraina e il Comitato Paralimpico Internazionale in occasione dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina. Dopo le proteste per l’ammissione degli atleti di Russia e Bielorussia con tanto di inno e bandiera, che ha portato a disertare la Cerimonia inaugurale, ora arriva l’accusa secondo cui sarebbero state rimosse le bandiere ucraine dal Villaggio. “Intorno al Villaggio ci sono molte bandiere, ma è importante che vengano esposte in luoghi dove sia possibile. Se ci si guarda intorno è evidente che le bandiere sono ammesse, quindi vogliamo solo cercare di capire perché queste sarebbero state rimosse”, ha risposto in conferenza stampa Craig Spence IPC Chief Brand and Communications Officer. Sulle presunte pressioni accusate sempre dalla delegazione ucraina, il rappresentante dell’Ipc ha aggiunto: “Siamo sorpresi perché non abbiamo ricevuto alcun feedback da loro durante le riunioni dei capi missione, che si tengono ogni mattina”.

“Non abbiamo ricevuto alcuna informazione da loro tramite le linee formali o informali esistenti nel Villaggio. C’è molto personale di Milano-Cortina lì e molto personale dell’Ipc, ma l’unica volta che ne siamo venuti a conoscenza è stato tramite i media“, ha detto Spence. “Posso rispondere solo sull’orecchino oggi. Per quanto riguarda gli orecchini, ci siamo resi conto che (l’atleta Oleksandra Kononova) stava salendo sul podio indossando orecchini con la scritta ‘Stop War‘. Un membro dello staff ha notato questi orecchini e ha capito che molto probabilmente avrebbero violato il nostro regolamento, le regole che sono in linea con quelle ricevute dall’IPC per questi Giochi“, ha spiegato. “La situazione è stata riconosciuta e, per noi, la questione si è chiusa lì”, ha concluso Spence.