ASSISI. La città è avvolta da un sole gentile di fine inverno. Le strade strette e le piazze sembrano più piccole di quanto siano, perché su di esse si riversa un fiume di persone: pellegrini da ogni angolo del mondo, da ogni continente, spinti dal bisogno di incontrare qualcosa che trascenda il visibile. «Assisi è microscopica – commenta una donna mentre si incammina verso il Sacro Convento - eppure il mondo intero la conosce grazie a questo grande santo, forse il più umile che sia mai esistito». Nella Basilica inferiore le spoglie di quel santo così amato, San Francesco, sono tornate a mostrarsi al mondo. Un’ostensione storica, la prima prolungata negli ultimi otto secoli. Iniziata domenica 22 febbraio, durerà fino al 22 marzo.

Assisi, migliaia dall'alba in coda per pregare davanti alle spoglie di San Francesco

Un’organizzazione complessa

«Prevediamo circa quattrocentomila persone», spiega fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento, mentre osserva il flusso che si snoda dopo i controlli di sicurezza. È stato lui, nel 2023, ad avere l’idea dell’ostensione. Allora ebbe subito il placet dell’allora vescovo di Assisi Domenico Sorrentino e la benedizione di papa Francesco. «È un’operazione complessa – dice il frate – che richiede tante energie e tante forze. Qualcuno chiede anche se si prolungherà. Non è possibile anche perché già si prevede, sempre verso la Pasqua, l’aumento del turismo e delle persone che vengono ad Assisi».