La serata televisiva più dark della settimana è su La7, la domenica, quando allo spettatore viene chiesto di indossare una sorta di scafandro morale per calarsi nella questione Epstein Files. Succede con regolarità, grazie al lavoro della redazione web della rete che ha messo mano alla tonnellata di relativi documenti, un po’ criptati e un po’ no: e quindi, cercando di non esagerare nell’indurre conati nel pubblico, ricostruisce e mostra parti importanti del materiale con annesse dichiarazioni pubbliche, dibattiti, tentativi di strappare risposte a personalità coinvolte – ovvero a Donald Trump.

Siccome stavolta si era reduci dal fresco arresto del principe Andrew è stata anche l’occasione per lanciare un docufilm – Andrea, il principe senza privilegi – ormai datato al 2022: ma diciamo che se ne sapeva già abbastanza e la visione serviva a ricostruire dall’inizio (passando anche da inestimabili sequenze del principe bambino) la vicenda del rampollo, talmente adorato e protetto da Elisabetta da suscitare, al netto dell’amore materno, serie domande sull’amatissima sovrana. Non si capisce bene quanto gli atteggiamenti del reprobo nascano da una formazione che escludeva del tutto la realtà delle cose umane. Quel che è certo è che il liquame nel quale galleggia tutta questa vicenda rischia di esondare a ogni minuto e lì si torna alla questione complessiva: come si sa, in molti sospettano che alla fine il coinvolgimento di personalità bipartisan nelle peggio cose del mondo annacqui la volontà dell’opinione pubblica verso una giustizia autentica (tipo: su alcuni nomi presenti nei file si sapeva che fossero un punto di riferimento, ma mai fino a questo punto). Allo spettatore comune qui viene proposto di seguire queste ricostruzioni più o meno in modalità Garlasco. Ma quelli che dopo alcuni accenni di racconto si ritirano schifati e spengono non hanno mica tutti i torti.