La Cina dell’auto, un mondo alieno. Continua a crescere il business della mobilità nel grande paese orientale che ormai ha raggiunto livelli impressionanti. Nell’anno appena concluso sono state prodotte (e vendute...) da Pechino 35 milioni di vetture, quasi 10 dei quali hanno preso la strada dell’esportazione. Può sembrare un paradosso ma si tratta di una cifra più o meno simile alla somma di quanto realizzano l’Europa e gli Stati Uniti messi insieme, due aree geografiche che per decenni hanno dominato l’automotive globale. I tempi cambiano, gli scenari si capovolgono.

Sia come sia, attualmente il 38% delle consegne planetarie è effettuato nell’ex Celeste Impero. In patria dominano BYD e Saic, entrambe con una produzione complessiva oltre i 4,5 milioni di esemplari che valgono la top ten assoluta. Segue, in forte crescita, Geely che ha recentemente annunciato i 6,5 milioni di unità l’anno da concretizzare entro il 2030, un battito di ciglia per un’industria tanto strategica. Come se non bastasse, il mercato interno ha centrato nel 2025 un altro target epocale: più della metà delle vetture consegnate in Cina sono a nuova energia (NEV), cioè con la spina di ricarica (full electric o hybrid plug-in).