Tra l’o.k. e l’hockey c’è tutta la forza del mito venuto dal freddo. Se l’epica della conquista del Far West è legata alla sfida all’O.K. Corral, la leggenda vola sulla pista di ghiaccio del “miracolo” nella disfida del 1980 a Lake Placid: gli eredi dei cow boy svezzati con l’orgoglio della frontiera e degli studi universitari contro i coriacei e invincibili sovietici dell’Armata Rossa. Due squadre divise da tutto, non solo perché agli antipodi del mondo bipolare che rimaneva tale anche nelle XIII Olimpiadi invernali del 14-23 febbraio di quasi mezzo secolo fa. Da un lato gli scanzonati giocatori a stelle e strisce, dall’altro gli atleti della falce e martello che non sorridevano mai e non potevano perdere per dogma politico. E invece persero. Un 4-3 che non era l’Italia-Germania di Città del Messico ma ci si avvicinava per il significato che negli Usa venne attribuito a quel successo eclatante, celebrato anche da Hollywood con Kurt Russell nei panni dell’allenatore Herb Brooks. Donald Trump ci ha messo di suo con l’entusiasmo attorno all’hockey e dando all’avventura americana a Milano-Cortina un carico politico-patriottico e propagandistico che va ben oltre l’evento sportivo, pensando pure venire di persona in tribuna all’Arena Santa Giulia.