Caro Andrea Abodi, caro ministro dello Sport, le scrivo in questo momento di festa, mentre si crogiola con i successi olimpici, per chiederle se, ebbro di trionfi, non potrebbe ritirarsi dall’ultima gara in corso. Mi riferisco, ovviamente, alla gara di tiro al bersaglio contro gli atleti paralimpici russi e bielorussi. Il Comitato ha deciso di ammetterli alla cerimonia inaugurale con le loro bandiere, ma lei, insieme al nostro governo, ha cominciato a sparare un colpo dopo l’altro, manco fosse sulla pista del biathlon. Ora: capisco l’euforia del momento, i successi danno alla testa. Ma non le sembra esagerato prendersela con degli invalidi che, facendo lo slalom ogni giorno della loro vita, sognano di farlo pure sulla neve? Davvero lei è convinto sia un danno se venti disabili (13 russi, 7 bielorussi) sfilano alla cerimonia d’inaugurazione con la loro bandiera?

Da sempre Massimo D’Alema si considera il Migliore. È cresciuto nel culto di Palmiro Togliatti, perché, pioniere del Pci, ad appena 9 anni tenne un discorso davanti al segretario del partito che di lui avrebbe detto: «Questo non è un bambino ma un nano», sospettando che l’età non fosse quella dichiarata.

Chissà se Donald Trump si sarà mangiato le mani quando ha visto la «sua» amata squadra di hockey maschile (dopo quella femminile) trionfare ai Giochi olimpici di Milano-Cortina. Infatti era atteso in Italia per l’evento, ma all’ultimo ha cambiato programma.