PORDENONE - A Meduno il grande parcheggio sotto i Tre Monti non basta più. Sembra di essere nel piazzale di una fabbrica importante negli anni del miracolo economico; sullo sfondo le cime carniche sono coperte di neve e, sotto un cielo senza nuvole, sembrano vicinissime. Adesso che la Roncadin aggiungerà una nuova linea di produzione e i dipendenti saranno più di mille, ci vorrà altro spazio. Una folla soprattutto di donne arriva di continuo dai paesi vicini, da queste parti anche l’emigrazione stagionale è stata quasi cancellata. Soltanto a Meduno, su 1500 abitanti, più della metà delle famiglie lavora nella Roncadin. E colonne di auto salgono e scendono da Sequals il paese di Primo Carnera. Il gigante del pugilato ci tornò per morire, aveva fatto cingere la villa di conchiglie raccolte sulla spiaggia di Grado per non dimenticare che da bambino non aveva visto il mare. E quando morì dovettero rinviare i funerali perché non si trovava una bara tanto da grande da accogliere il gigante.
C’è sempre una leggenda che avvolge questa parte del Nordest tormentata cinquant’anni fa dal terremoto e prima ancora spogliata dall’emigrazione sparsa per il mondo e ovunque ha riacceso il fogolar.
In questa storia si inserisce Edoardo Roncadin, 78 anni, nato a Fiume Veneto. È stato emigrante da ragazzino, ha fatto fortuna da giovane, è tornato da uomo, è rinato più volte, una da un incendio. Ha creato un piccolo impero sotto la holding di famiglia, la “Kanada”, dai nomi dei tre figli: Katia, Natasha, Dario. Oggi mette assieme: la Bofrost Italia, surgelati con consegna a domicilio; una società immobiliare; aziende di agriturismo con campi, vigneti e una cantina; la Roncadin Pizze con uno stabilimento a Chicago. Complessivamente: 2500 dipendenti con la Bofrost, 900 con la Roncadin, altri cento negli Usa. Il fatturato complessivo supera i 600 milioni di euro, metà garantito dalla Bofrost con 50 filiali, da Bolzano a Palermo. Il cuore è la Roncadin che fa pizze per conti terzi: 450 diverse ricette per la grande distribuzione italiana e estera, per marchi come Da Michele di Napoli, la Bud Spencer a base di salsiccia e fagioli. Seicentomila pizze al giorno, 219 milioni all’anno!






