Dopo la richiesta di dimissioni, diplomazia francese in stallo. E la risoluzione contro la relatrice Onu slitta a Ginevra
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Il caso di Francesca Albanese continua a far discutere e ora spacca la politica francese. Il ministro degli Esteri francese nei giorni scorsi ha chiesto le dimissioni della relatrice speciale dell’Onu a seguito di un video emerso dall’incontro di Albanese a Doha. Un video che, però, lei sostiene sia stato manipolato e strumentalizzato. Il ministro ha replicato che la costruzione della frase della stessa è stata ambigua e che, comunque, ci sono stati diversi casi in cui la relatrice ha utilizzato espressioni poco consone che lo autorizzavano a muovere una critica nei confronti di Albanese, che avrebbe effettuato violazioni di etica professionale e di un codice di condotta.La Francia aveva perfino annunciato che avrebbe formalizzato la richiesta di dimissioni nella giornata di domani, 23 febbraio nel corso di una proposta di risoluzione all’interno del Consiglio dei Diritti Umani a Ginevra. Ma domani, quella formalizzazione, non ci sarà perché nel calendario ufficiale non c’è traccia della risoluzione che la Francia aveva annunciato. Una richiesta che non è stata comunque annullata, pare, ma solamente rinviata e che dovrebbe essere formalizzata entro fine marzo quando l’attuale sessione arriverà a chiusura. Tuttavia, come spiega il Corriere della sera, la mozione francese avrebbe ben poche possibilità di passare a fronte della composizione del board che vede 13 Paesi africani, 13 per l’area Asia Pacifico, 8 per l’America Latina e Caraibi, 7 per l’Europa Occidentale e 7 per l’Europa Orientale.













