Contrariamente agli annunci fatti nelle scorse settimane in parlamento a Parigi dal ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, la Francia ha rinunciato a chiedere le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, Francesca Albanese, nel corso del consiglio per i diritti umani Onu che si è tenuto ieri a Ginevra.
Optando alla fine per un semplice richiamo. Lo scrive Politico.
La rappresentante permanente della Francia all'Onu di Ginevra, Céline Jurgensen, non avrebbe più chiesto esplicitamente le dimissioni della giurista italiana, accontentandosi di denunciare ''dichiarazioni ripetute e estremamente problematiche'' da parte di Albanese. Quindi l'invito della rappresentante francese a tutti i relatori speciali Onu a dar prova della ''sobrietà, moderazione e discrezione, richiesti dal loro mandato''.
"Prendo atto che la diplomazia francese ha infine cambiato idea. Mi sarei aspettata una parola di chiarimento e di scuse perché mi hanno insultata in modo duro e inaccettabile". E' quanto afferma Albanese, intervistata da BFMTV dopo la retromarcia della Francia sulla richiesta di dimissioni all'Onu di Ginevra.
''Dovrebbe avere la dignità di dimettersi'': il portavoce del ministero degli Esteri di Parigi, Pascal Confavreux, intervistato da Politico sulla mancata richiesta di dimissioni di Albanese, ha risposto facendo riferimento alle ultime dichiarazioni del ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot. Per Convafreux, Barrot è ancora dell'idea che le ''ripetute provocazioni" di Albanese, dovrebbero indurla a lasciare l'incarico alle Nazioni Unite.









