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22 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:18

Sta davvero diventando un giallo, anche con vari punti decisamente oscuri, il ripescaggio e l’ammissione tardiva del Comitato Sì riforma nell’ambito delle tribune in video e in audio sulla Rai in vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla separazione delle carriere. Il Fatto Quotidiano ha rivelato l’esclusione e il misterioso ripescaggio del Comitato Sì riforma, presieduto dall’ex presidente della Consulta Nicolò Zanon, per via di una domanda che sarebbe stata tardiva, nonché lo zampino del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano per mettere a posto la faccenda. Ma i retroscena tuttora misteriosi di questa storia inquietano e allarmano i componenti del Comitato giusto dire No, promosso dall’Anm. A partire da un dato di fatto: i confronti in video e in audio in due giornate strategiche, lunedì 23 febbraio, primo giorno delle tribune pubbliche, e venerdì 20 marzo, ultimo giorno subito prima del voto hanno subito un drastico mutamento, tutto a vantaggio del Sì.

Vediamo un po’ che cosa è successo. Il 23 febbraio, secondo il vecchio prospetto messo a punto dalla Commissione sulla vigilanza Rai, era previsto un confronto del Comitato giusto dire No con i delegati del Senato e un comitato per il Sì non particolarmente noto. Con il nuovo prospetto invece ecco che le cose cambiano di molto. Perché il 23 febbraio il Comitato giusto dire No dovrà confrontarsi alle 8 e 35 in video e poi in radio, direttamente con il Comitato Sì riforma, proprio quello di Zanon, che vede al vertice anche l’ex direttore del Giornale Alessandro Sallusti, autore del terzo libro pro referendum con Luca Palamara, nonché con il Comitato dei giovani avvocati per il Sì. Quindi, per intenderci, un confronto davvero tosto. Esattamente la stessa cosa accade il 20 marzo prima del voto di domenica e lunedì. Se prima il Comitato giusto dire No si sarebbe dovuto confrontare con il gruppo Misto del Senato per il sì e con i Cittadini per il sì, adesso avrà di fronte la Lega e Fratelli d’Italia. Parliamo dunque di un cambiamento che ribalta del tutto il peso di questo confronto politico delicatissimo.