Ormai è chiaro. Con il consueto schema pseudo-resistenziale (di qua i «partigiani», di là il «fascismo»), la sinistra e i suoi media di riferimento, cioè quasi tutti, hanno lanciato la campagna referendaria sulla giustizia. Un’ammucchiata che urla, che grida alla Costituzione ferita, che sogna una specie di mini Piazzale Loreto (metaforica) da convocare il 23 marzo. Guardateli e sentiteli: magistrati arroventati, tribuni televisivi, perfino qualche vescovone di sinistra (ieri rimesso a posto qui sul Tempo da una saggia e rigorosa intervista del cardinale Bagnasco). Una comitiva che immagina, fino al referendum e poi verso le elezioni politiche del 2027, una sorta di guerriglia permanente, di guerricciola civile a neanche troppo bassa intensità.
Capezzone: promemoria per piromani e furbetti del referendum, come andò nel ‘70 e nel ‘74 sul divorzio
Ormai è chiaro. Con il consueto schema pseudo-resistenziale (di qua i «partigiani», di là il «fascismo»), la sin...








