Al primo oro Francesca Lollobrigida ha detto di non poter rivaleggiare con la popolarità della prozia Gina: «Io sto a vincere le Olimpiadi, ma lei era e resta una diva e qui pure se mi faccio le unghie verdi flou...». Al secondo è finita in ogni dove, pure nei morning show dei palinsesti americani. Alla fine dei Giochi, sbaglia tattica nella mass start e arriva quarta, però pare sia arrivato l’invito a Sanremo: «Non so se ci vado. Dipende, se si incastra con l’agenda di mamma». Si torna lì, a una delle immagini che, inaspettatamente, hanno messo sottosopra la liturgia olimpica: un’atleta vincente con un bimbo in braccio nel momento della gloria. Quella scena resta. Si aspettava che avrebbe definito un aspetto sociale del nostro Paese? «A me dispiace perché la gente ci ha proprio litigato sopra. Quella corsa per cercare Tommaso l’ho fatta di cuore, spontanea e genuina e se c’è stato dibattito su una reazione che dovrebbe essere naturale magari è un bene, perché significa che poi così scontata non è. Sono contenta che tanti abbiano visto l’intenzione vera e magari spazzato via il pregiudizio che farsi vedere mamma tolga qualcosa alla professionista. Mi fa tristezza che altri si siano permessi di criticare un bambino. Ora poi, con la tragedia di Domenico... assurdo». Si interrompe, commossa.
Francesca Lollobrigida: “Vado via dai Giochi sommersa di affetto. Per vincere serve cattiveria”
Quarta nella massa start di pista lunga: «Se smetto? Voi aspettatemi»














