Pesa come un macigno su ciò che resta della popolarità della monarchia britannica, tradizionale bastione millenario della storia dell'isola, il sordido dossier legato al nome del defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein: che investe - fra tanti ricchi e potenti del pianeta - anche l'ex principe Andrea.
Uno scandalo sfociato giovedì nell'umiliante fermo di polizia di quasi 12 ore del fratello minore di re Carlo III e figlio terzogenito della scomparsa regina Elisabetta II, seguito da un rilascio che non cancella le accuse
Mentre l'approvazione verso la casa reale scende per la prima volta in tempi recenti sotto il 50%, le indagini sul 66enne ex duca di York proseguono di buona lena.
Anzi, si allargano. Da un lato ci sono le perquisizioni - giunte alla terza giornata di fila nella tentacolare ex residenza di Royal Lodge, adiacente al castello di Windsor - della Thames Valley Police: chiamata a investigare sul sospetto reato di condotta illecita nell'esercizio di funzioni pubbliche a carico di Andrea in relazione alle informazioni riservate da lui ottenute come emissario commerciale in Asia del governo di Londra e spifferate fra il 2010 e il 2011 a scopo di lucro all'amico pregiudicato Jeffrey.













