"È morto tra le lacrime dei genitori, dei padrini di battesimo e dei medici che gli erano accanto, è stato un momento molto duro": padre Alfredo Tortorella, il cappellano dell'ospedale Monaldi, ha raccontato gli ultimi momenti di vita di Domenico, il bambino di 2 anni a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato lo scorso dicembre. "Stamattina ero con la mamma del bambino dalle 7.45, al suo capezzale, perché nella notte mi era giunto il sentore che si fosse aggravato. Ho avvisato l'arcivescovo Battaglia, il quale ha procrastinato i suoi appuntamenti per venire. Nel giro di mezz'ora è arrivato dalla curia. È entrato anche il papà ed è stato presente nel momento finale", ha aggiunto.

Il piccolo è morto all'alba di oggi, sabato 21 febbraio, dopo quasi due mesi di ricovero in terapia intensiva. "Una storia tragica, che ha sconvolto non solo la famiglia ma l’intero Paese. È una triste storia, una storia brutta. La nostra Quaresima è iniziata, in realtà, con una settimana santa, una settimana di passione. Ovviamente, come credenti, siamo anche in attesa della Risurrezione, perché bisogna risorgere come azienda ospedaliera e come comunità - ha aggiunto Tortorella -. Io vivo all’interno del Monaldi tutti i giorni. Ho colto dall’esterno uno sfogo, sentenze di ogni tipo. Per chi sta dentro la prospettiva è diversa. C’è una legge del 2017 che regola questi aspetti e non si può fare eutanasia. Non si può parlare di accanimento terapeutico quando non c’è, perché non è etico né morale. Bisogna prepararsi e preparare anche i parenti, i medici, gli infermieri".