Quando a metà di un tiepido venerdì olimpico Tommaso Giacomel si è ritirato mentre stava disputando un eccellente mass start, ultima gara del programma di biathlon a Milano Cortina 2026, in molti hanno pensato alla macumba. O a un altro tipo di maledizione che sta colpendo tutti gli atleti azzurri impegnati in una prova singola dei Giochi. L’ultima speranza è legata, oggi, a Simone Deromedis, 25 anni, asso del Freestyle che sarà impegnato a Livigno (diretta dalle 10 su Rai2, Eurosport/DAZN e Discovery/HBO) nella gara di skicross. Ieri Giacomel stava andando davvero bene: firmando un eccellente zero al poligono nelle prime due serie al tiro, colpendo tutti i bersagli e trovandosi al comando della gara in uscita dalla seconda tornata a terra, si era messo alle spalle tutti i rivali, da Sturla Holm Laegreid a Johannes Dale-Skjevdal, da Vetle Christiansen dal francese Emilien Jacquelin. Poi è entrato improvvisamente in crisi, si è toccato il petto e ha detto stop. Un dolore al fianco gli ha impedito di respirare al meglio.
In serata si è sottoposto ad una ecografia e ad un elettrocardiogramma, che hanno escluso complicazioni. Meglio così ma i Giochi sono finiti nel peggiore dei modi per lui: dopo il ventunesimo posto nella Sprint maschile, la rivincita per Tommaso poteva venire nell’Inseguimento 12,5 chilometri, ma anche lì le cose non sono andate per il verso giusto ed arrivato solo un nono posto. Prima del ritiro nella mass start. L’oro, alla fine, è andato a Dale-Skjevdal davanti a Lægreid e a Maillet.












