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Mussolini cercò di portarlo dalla sua parte attraverso Soffici. Si oppose per intransigenza morale e perse
Alcuni mesi dopo la Marcia su Roma dell'ottobre 1922, Ardengo Soffici andò a trovare nella capitale Benito Mussolini, presidente del Consiglio nonché duce del fascismo, ma non ancora dittatore dell'Italia. Soffici era naturaliter fascista e il suo romanzo Lemmonio Boreo, uscito un decennio prima, una sorta di Don Chisciotte squadrista, bastonatore della mala politica e raddrizzatore di torti, poteva considerarsi per molti versi l'Iliade del fascismo.
I due erano coetanei, si conoscevano fin dai tempi delle riviste fiorentine del primo Novecento, La Voce in particolare, erano stati entrambi interventisti, e per questo l'allora socialista Mussolini era stato espulso dal partito, ed entrambi erano andati in guerra






