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Tra i primi a battersi contro il fascismo, alcuni decenni dopo fu accusato di eversione ma poi venne scagionato. Fervente repubblicano, combatté in Spagna contro Franco

In fondo cosa aveva fatto di male Randolfo Pacciardi? Una vita spesa nel combattere il fascismo e poi, in età matura, l’accusa infamante di golpismo e l’isolamento pressoché totale da tutte le forze politiche. La sua unica colpa? Aver sognato il presidenzialismo, tenendo come modello di riferimento la Quinta Repubblica varata dal generale De Gaulle in Francia. Gli diedero del fascista e lo misero alla berlina. E pensare che lui, da giovane, era stato uno dei primi a mobilitarsi contro il fascismo. Lo fece in piazza Venezia, a Roma, quando durante un comizio di Mussolini insieme a un gruppetto di suoi sodali si mise a gridare frasi inneggianti alla libertà. Il giorno seguente il Popolo d’Italia lo schernì: “È bene che la smetta, questo insulso avvocatino di Grosseto”.