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Dal Pd ad Avs gli esponenti politici fanno a gara a condannare le braccia tese favoleggiando del ritorno di un fascismo morto con Mussolini impiccato a testa in giù in piazzale Loreto

Tutti a condannare i saluti romani del "presente" che ricorda le tre giovani vite spezzate dall'odio degli anni di piombo di Acca Larentia e neanche una parola sull'aggressione dei ragazzi di Gioventù nazionale presi d'assalto da una banda di Antifa. La solita sinistra, a cominciare da quella estrema, che adotta due pesi e due misure, la doppia morale di sempre. Ogni anno schierarsi ad Acca Larentia per esibire il braccio teso è fuori dalla storia e presta il fianco a facili polemiche. La stragrande maggioranza è composta da ragazzotti con la testa rasata, nati questo secolo, che non hanno idea di cosa siano stati gli anni di piombo. Quelli che portano i capelli bianchi e hanno provato sulla loro pelle quando si sprangava a vista, da una parte e dall'altra, sono pochi. E proprio perché hanno vissuto il periodo buio del sangue quotidiano nelle piazze dovrebbero evitare di esibirsi nel saluto romano tramandando il gesto alle nuove generazioni. Giovani e vecchi ripetono il rito di Acca Larentia più per se stessi, che per i caduti vittime dell'odio ideologico. E continuano a non capire che il modo migliore per ricordare chi non c'è più sarebbe un minuto di silenzio e basta. Non per timore di attacchi o condanne, ma per avvicinare tutti, anche chi la pensa diversamente o è semplicemente moderato, al ricordo delle giovani vite spezzate dalla violenza ideologica.