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Sul banco degli imputati: il sottoscritto, Roberto Vannacci. Non una novità. Anzi, il processo è stato raggirato arrivando, da subito, alla condanna definitiva in terzo grado di giudizio. Giustiziato per aver giustificato le leggi razziali, per aver scagionato il fascismo e per aver voluto derubricare nefandezze appurate "per legge

Condannato per non aver commesso il fatto. Questa è la sentenza a seguito delle polemiche degli ultimi giorni. Accusare per ciò che non si è detto o per ciò che si sarebbe dovuto dire è, infatti, una delle tecniche, tattiche e procedure del pensiero unico che uniforma le idee e squalifica, delegittimandolo e togliendogli la dignità di interlocutore, chiunque esprima opinioni dissimili dalla corrente unica di pensiero.

Sul banco degli imputati: il sottoscritto, Roberto Vannacci. Non una novità. Anzi, il processo è stato raggirato arrivando, da subito, alla condanna definitiva in terzo grado di giudizio. Giustiziato per aver giustificato le leggi razziali, per aver scagionato il fascismo e per aver voluto derubricare nefandezze appurate "per legge". A onore del vero, la singolarità del processo sommario si basa sull'originalità dell'accusa che non mette in discussione ciò che avrei detto, bensì, mi incrimina per ciò ha detto qualcun altro, per ciò che non avrei detto, oppure, per ciò che avrei dovuto dire secondo i benpensanti.