Una tecnica di caccia può diffondersi tra animali come sapere condiviso. È quanto emerge da uno studio internazionale sulle megattere (Megaptera novaeangliae), che documenta la trasmissione sociale della cosiddetta bubble-net feeding, la rete di bolle utilizzata per concentrare i banchi di pesce e catturarli più facilmente. L’analisi, basata su oltre vent’anni di osservazioni, mostra che l’arrivo di individui provenienti da altre popolazioni ha favorito l’adozione della strategia in gruppi che non la praticavano.
Lo studio, pubblicato lo scorso gennaio sulla rivista Proceedings of the Royal Society B e condotto dall’Università di St Andrews in Scozia, non parla solo di comportamento animale, ma di cultura animale: cioè di conoscenze e abilità trasmesse socialmente in un processo di apprendimento osservabile nelle reti di relazione tra individui.
Il riconoscimento tramite la pinna caudale
Ogni megattera può essere riconosciuta grazie alla superficie inferiore della pinna caudale, detta fluke.
Quando l’animale si immerge in profondità, solleva la coda fuori dall’acqua ed è in quel momento che i ricercatori fotografano la parte inferiore della pinna, che è unica per ogni individuo, come le nostre impronte digitali. Anche a distanza di decenni, la stessa megattera può essere riconosciuta confrontando le immagini archiviate.







