VENEZIA - Conservare la rotta e accelerare laddove serve. «Guidare un Porto è navigare tra gli imprevisti», dice Matteo Gasparato, nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, ente dall’acronimo impronunciabile e inscrivibile (Adspmas) che governa i traffici marittimi e la logistica di Venezia e Chioggia.

E proprio dalla logistica, Gasparato arriva: veronese, 51 anni, nel 2011 diventò presidente dell’Interporto di Verona (il secondo in Europa), poi presidente dell’Unione Interporti Riuniti e impegnato nella riforma organica del sistema interportuale italiano, quindi presidente del Consorzio Zai di Verona. Un manager tecnico? Non solo. Anche un politico, perché è stato consigliere di circoscrizione e comunale, oltre che leader di Verona Domani, contenitore civico di centrodestra. Lo danno vicino a Fratelli d’Italia, in filo diretto con il deputato Galeazzo Bignami, ma non solo. La sua nomina a Venezia ha messo d’accordo tutti i partiti della maggioranza. Così come quella del suo segretario generale Roberto Mantovanelli, veronese pure lui, che danno in quota Lega.

Presidente Gasparato, equilibrio politico perfetto...

«A Verona (sorride) sono stato confermato da tre sindaci: Tosi e Sboarina di centrodestra, Tommasi di centrosinistra. Per fortuna l’esperienza amministrativa mi ha insegnato quanto sia importante il dialogo e il confronto. Mantovanelli? Lo conosco da 10 anni, so come lavora ed è la persona giusta. La sua è stata una scelta condivisa. È importante che ci sia coesione tra presidente e segretario generale».