Nelle ultime 12 ore, le condizioni cliniche del paziente hanno registrato un ulteriore, progressivo e rapido peggioramento.
Lo ha reso noto l'ospedale Monaldi nel bollettino sulle condizioni del bimbo cui due mesi fa è stato trapiantato un cuore danneggiato.
Nella riunione di stamane - con i medici del Monaldi, il dottor Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, e la madre del piccolo paziente, nell'ambito del percorso di Pianificazione Condivisa delle Cure - l'azienda ospedaliera rende noto di aver proposto "una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla condizione clinica del piccolo paziente. Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico". In accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato, al paziente "saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell'ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici".
Al bambino non sarà staccato l'Ecmo, il macchinario per la respirazione e circolazione extracorporee che lo ha fatto sopravvivere negli ultimi due mesi, scelta che avrebbe un effetto immediatamente letale.













