Nelle ultime 12 ore, le condizioni cliniche del paziente hanno registrato un ulteriore, progressivo e rapido peggioramento. Lo rende noto l'ospedale Monaldi nel bollettino sulle condizioni del bimbo cui due mesi fa è stato trapiantato un cuore danneggiato.
La mamma del bimbo a cui è stato trapiantato il cuore “bruciato” a Napoli ha annunciato ieri sera l’avvio della terapia del dolore per alleviare le sofferenze del piccolo. Mamma Patrizia in tv ha parlato dell’avvio della terapia del dolore, che non è l’eutanasia ma fermare l’accanimento terapeutico: «La cosa più umana da fare è chiedere ora questo percorso. Sarò con lui fino alla fine».
Nella riunione di stamane - con i medici del Monaldi, il dottor Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia, e la madre del piccolo paziente, nell'ambito del percorso di Pianificazione Condivisa delle Cure - l'azienda ospedaliera rende noto di aver proposto «una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non più utili alla condizione clinica del piccolo paziente. Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico». In accordo con la famiglia e con il medico legale da essa nominato, al paziente «saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, nell'ambito di un percorso orientato a una progressiva de-escalation degli altri interventi terapeutici».












