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Milano, 20 feb. (askanews) – Dargen D’Amico è in gara alla 76 edizione del Festival di Sanremo con il brano “AI AI”. Rapper, cantautore e produttore partecipa per la terza volta portando sul palco la sagacia e l’ironia che contraddistinguono da sempre la sua musica e la sua scrittura.

“Sanremo vuol dire moltissime cose, perché chiaramente genera dei ricordi legati alla vita infantile da spettatore. Questo programma ti sembrava così grosso in questo teatro, che poi è piccolissimo. Il teatro in realtà è tutto un gioco di prospettive televisive, un po’ come con questa camera qui… tu pensi che io sia qui ma in realtà io non ci sono e tu mi vedi vicino. Allo stesso modo, Sanremo è un modo per gli artisti di sentirsi vicini al paese e per il paese di sentire vicine quelle che sono le rappresentazioni musicali del momento. Non ho mai aspettative soprattutto legate a Sanremo, perché non sai mai quello che può succedere come mi aveva detto giustamente Gianni Morandi la prima volta che ho fatto questa kermesse. Perché effettivamente le cose cambiano molto rapidamente anche tu ti rendi conto di quello che è successo solo quando Sanremo è finito”.

Dargen conferma la sua capacità di utilizzare il linguaggio pop come spazio di riflessione, mescolando leggerezza formale e contenuti profondi. “La mia canzone racconta i dubbi di un essere umano oggi nei confronti del futuro prossimo, di quando la macchina prenderà il controllo sull’uomo. Quell’uomo poi sono io, cioè racconto io personalmente e questo a livello di nascita del brano, di germe che ha fatto nascere il brano, musicalmente. Musicalmente il brano è un tardo anni ’70 che metaforicamente è un momento come quello che stiamo vivendo oggi perché era gli albori della musica elettronica, della macchina che prendeva piede nella musica e in qualche modo racconta il tempo che siamo per vivere”.