FELTRE (BELLUNO) - Blocco dei cancelli alla Hydro di Feltre per impedire la partenza delle matrici dallo stabilimento: «Andremo avanti fino a quando non avremo risposte chiare e certe dalla proprietà sui tempi di ripresa della produzione ma anche garanzie sull'integrazione della cassa integrazione ai lavoratori». È questo quanto deciso lunedì sera dai dipendenti a seguito dell'esito dell'incontro tra i vertici della Hydro e le organizzazioni sindacali. Incontro nel corso del quale la proprietà non ha dato tempistiche sulla riattivazione degli impianti, nessuna garanzia sul futuro produttivo del sito e neppure dimostrato apertura sull'integrazione della cassa integrazione. La risposta a questa chiusura da parte dei lavoratori è stata immediata: il blocco dei cancelli per impedire lo spostamento delle matrici verso altri siti produttivi. Un blocco pesante in quanto mette in pericolo il rispetto delle consegne ai clienti da parte della multinazionale.

Le rivendicazioni I lavoratori in cassa integrazione si sono portati davanti ai cancelli dello stabilimento di viale Monte Grappa ponendosi al fianco di quei pochi, circa una decina, che sono al lavoro e che sono entrati in sciopero. Il tutto per attivare un presidio permanente. «Dopo l'incontro di ieri (lunedì per chi legge), purtroppo, non sono arrivate le risposte che da settimane chiediamo con forza. Nessuna certezza sui tempi di riattivazione degli impianti a seguito degli incidenti che hanno colpito lo stabilimento nelle scorse settimane. Nessun cronoprogramma dettagliato sugli interventi di ripristino. Nessuna garanzia concreta sul futuro produttivo del sito. A fronte di una cassa integrazione che, secondo quanto comunicato dall'azienda, durerà almeno 8-10 settimane e che rischia di protrarsi ulteriormente registriamo inoltre l'indisponibilità aziendale a prevedere qualsiasi forma di integrazione salariale a tutela del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti» premettono Stefano Bona (Fiom) e Mauro Zuglian (Fim) unitamente alle Rsu di stabilimento che proseguono: «È una posizione inaccettabile. Non si può chiedere ai dipendenti di pagare il prezzo di scelte organizzative e gestionali che non dipendono da loro. Non si può svuotare progressivamente lo stabilimento trasferendo strumenti fondamentali come le matrici, indebolendo ulteriormente le prospettive produttive del sito di Feltre. Il presidio è un atto di responsabilità e di difesa del lavoro».Un presidio che verrà portato avanti fino a quando i sindacati non riceveranno un piano scritto e vincolante per la riattivazione degli impianti; garanzie sul mantenimento delle produzioni e delle matrici nello stabilimento di Feltre e un'integrazione salariale che tuteli pienamente il reddito durante il periodo di cassa integrazione. Le istituzioni «Quello che sta accadendo dentro lo stabilimento Hydro in queste ore è sconcertante. Anche nell'assemblea di ieri con i lavoratori, l'azienda ha dimostrato una totale chiusura sia rispetto alla riattivazione della centralina andata a fuoco, sia rispetto alle richieste legittime dei lavoratori sulla cassa integrazione. È un atteggiamento ingiustificato nei confronti dei lavoratori messi in profonda difficoltà dalle scelte di una multinazionale che sta dimostrando di non avere scrupoli, delle loro famiglie e di un territorio che ha dato tanto a questa realtà produttiva». Così il sindaco di Feltre, Viviana Fusaro in mattinata al presidio dei lavoratori e dei sindacati ai cancelli dell'azienda.Ho voluto essere lì per portare, ancora una volta, la solidarietà piena e convinta dell'Amministrazione comunale e dell'intera comunità di Feltre a chi sta difendendo il proprio lavoro e il proprio futuro. L'Amministrazione continuerà a lavorare con determinazione insieme al Ministero affinché questa fabbrica si salvi e si costruiscano soluzioni concrete e alternative per il futuro industriale del sito. Non si molla e non si arretra, e fabbriche si difendono anche davanti ai cancelli, e noi saremo al fianco dei lavoratori in ogni sede e con ogni strumento possibile».