TREVISO - Il mondo dello sport piange la scomparsa dell’Olimpionico Bruno Cipolla, storico timoniere del canottaggio azzurro del “due con” tutto trevigiano, protagonista di una delle imprese più memorabili della storia olimpica, arrivando a conquistare l’oro alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 con Primo Baran e Renzo Sambo. Nato a Cuneo nel 1952, ma arrivato a Treviso da bambino, Cipolla è deceduto ieri pomeriggio all'età di 73 anni, all’ospedale di Oderzo dove era ricoverato da venerdì. Prima, causa una caduta, era in una struttura riabilitativa. Le sue condizioni erano in miglioramento, poi l’improvviso tracollo e il ricovero in ospedale. Bruno, che lottava da anni contro il male, lascia i figli Samantha, Veronica e Federico, giornalista alla Tribuna, e l’ex moglie Bianca.

Cipolla era un volto noto in città perché oltre ad essere sempre attivo nel mondo del canottaggio, era stato consigliere comunale a Treviso per due mandati e anche dipendente della Provincia di Treviso. Medaglia d'oro con Primo Baran e Renzo Sambo, scomparso il 10 agosto del 2009, lascia un’eredità fatta di passione, disciplina e spirito di squadra nel mondo del canottaggio dove entrò giovanissimo distinguendosi nel ruolo di timoniere, figura spesso poco visibile ma decisiva per l’equilibrio e la strategia dell’imbarcazione. Il suo nome è appunto legato alla vittoria olimpica del “due con" dove guidò con lucidità e sangue freddo l’equipaggio italiano verso l’oro. Impresa che rimane una pietra miliare del canottaggio nazionale. Aveva solamente 15 anni e mezzo, tanto da essere stato il più giovane medagliato italiano nella storia delle Olimpiadi e tutt’ora uno dei dieci più giovani ad aver vinto l’oro Olimpico. Aspetto che ricordava con fierezza, come il fatto di aver tagliato il traguardo per primo da timoniere. È entrato nella storia del canottaggio da quel 9 ottobre 1968 quando con la straordinaria rimonta sull’equipaggio olandese arrivò sul podio più alto. Un sogno che era diventato realtà dei canottieri di Treviso, come l’immagine di un fiume di persone accorse in stazione ad accogliere i tre campioni al ritorno dal Messico. Dopo l’oro, Cipolla è rimasto legato al mondo del canottaggio, vicino alle società remiere e ai giovani, seguendo anche da vicino le donne operate al seno che praticavano attività remiera con lui. Anche dopo la malattia, è sempre stato un combattivo ed aveva anche ricoperto la carica di presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Azzurri d’Italia e Olimpionici.