TREVISO - Nel luogo a lui caro, il Dopolavoro Ferroviario dove ha sede il Canottaggio 1929, l’ultimo saluto a Bruno Cipolla, l’oro Olimpico del Canottaggio nel “due con”. Oro conquistato unitamente a Renzo Sambo e Primo Baran nel 1968 a Città del Messico, dopo la conquista del mondiale del '67.
Tanta gente ha gremito il bocciodromo con sullo sfondo l’imbarcazione del due con, con il feretro accolto sulle note di “Let it be” di John Lennon, le bandiere e gonfaloni della Città di Treviso, della Federazione Canottaggio, dell’associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia della quale Cipolla è stato a lungo presidente.
Tutti a ricordare l’atleta, il campione, collare d’oro del Coni, l’uomo libero, franco, coerente, un padre che ha insegnato con il suo esempio, che si è messo a disposizione dei giovani, della comunità e che si è prodigato nel sociale. Il campione, atleta e uomo, scomparso a 73 anni che ha saputo convivere con la malattia, affrontata con disciplina, lucidità e determinazione. Allo sport, alla Canottieri Sile, si era avvicinato a 13 anni, poi l’incontro con Primo Baran e Renzo Sambo ai quali serviva un giovane e magro timoniere, e Cipolla era l’ideale. E assieme il trio della Dlf è salito sul tetto del mondo, il più giovane olimpionico medagliato d’Italia a 15 anni e 9 mesi e poi tra i dieci tutt’ora più giovani.






