VENEZIA - Il karate spiegato a Luca Zaia da Arrigo Cipriani. Ambientazione: un fienile (in realtà “Il Fienile”, quello allestito a Roncade, al campus di H-Farm, per l’omonimo podcast del presidente del consiglio regionale del Veneto). Durata: 48 minuti in tutto, anche se la lezione del novantatreenne Cintura Nera Terzo Dan (perché al patròn dell’Harry’s Bar mancherebbero sette Dan per arrivare al top, ma è già lui top) dura qualche minuto. Uno di fronte all’altro. Zaia incuriosito (ma a debita distanza, metti mai che scappi uno “Zuki”, in gergo un pugno), Cipriani che spiega e mima: «Ti mostro tre, quattro movimenti molto lenti di karate». E comincia: «Questa è una parata. Questo è pronto a bloccare un pugno. Ne fai tre così. Le gambe le xè durissime. Poi a un certo momento ti devi girare». Si gira e parte una folata, il rumore dello spostamento d’aria dell’attacco del karateka. Altro colpo (innocuo), altro rumore. Arrigo: «E ‘vanti». Zaia, sorridente, ma anche visibilmente sull’attenti: «Quindi meglio non litigare mai con te». Meglio di no, va’. «Ma quanta energia arriva in un pugno?». Arrigo risponde con la stessa concentrazione di quando, nella “Stanza” in Calle Vallaresso, prepara un Bellini, pesche bianche e bollicine: «Tanta. È come un grilletto e il proiettile va».