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Dopo il parere del medico legale, i genitori hanno chiesto la Pcc prevista dalla legge del 2017. L’ospedale ha accettato: da domani focus su terapia antidolore e sollievo.
La corsa contro il tempo si è fermata. Per il bimbo di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, al quale era stato trapiantato un cuore poi risultato irrimediabilmente danneggiato, si apre ora un percorso diverso: quello della Pianificazione condivisa delle cure (Pcc), l’istituto introdotto nel 2017 per i pazienti affetti da patologie a evoluzione inarrestabile e con prognosi infausta. La richiesta è stata formalizzata questa sera dalla famiglia.
A comunicarlo è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori, intervenendo alla trasmissione "Dritto e rovesciò" su Rete4. "Oggi abbiamo preso le cartelle cliniche e i pareri del gruppo interdisciplinare, li abbiamo sottoposti al nostro team medico legale, al dottor Luca Scognamiglio. Un altro elemento è che, una volta tolta la sedazione, Domenico non si è svegliato", ha spiegato. "Avendo valutato che vi è sicuramente, senza ombra di dubbio, una prognosi infausta, un paio di ore fa ho inviato una Pec al Monaldi: per volontà della famiglia abbiamo formalizzato la richiesta di Pcc", ha aggiunto il legale.












