Condizioni in "ulteriore, progressivo e rapido peggioramento".

Il piccolo Domenico è stanco, dopo due mesi di battaglia per la vita. La prognosi infausta, su cui concordano tutti gli esperti, riecheggia nel bollettino clinico dell'ospedale Monaldi e nella composta rassegnazione di mamma Patrizia, che oggi ha concordato con i medici il passaggio alla terapia palliativa: no a un inutile accanimento terapeutico, piuttosto garantire al bimbo di due anni e mezzo, vittima di una drammatica serie di errori che hanno portato a trapiantargli un cuore inservibile, un fine vita dignitoso e privo di sofferenze. Sono forse le ore più difficili per la famiglia.

Il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, non smette di rincuorare Patrizia, al telefono e di persona. Ieri sera la comunità di Nola si è stretta intorno alla donna, e idealmente a Domenico, per manifestare affetto e solidarietà. Patrizia ringrazia tutti coloro che le sono accanto, prepara i due figli più grandi al momento dell'addio, regge sulle sue spalle il peso di una vicenda costellata da una incredibile sequenza di sbagli che la procura di Napoli è impegnata a chiarire: sei per ora gli indagati, tra medici e infermieri del Monaldi, ma non si esclude a breve l'iscrizione nel registro anche di sanitari di Bolzano, dove il cuore da impiantare a Domenico fu preparato per il viaggio a Napoli. Viaggio durante il quale l'organo si danneggiò irrimediabilmente, a causa dell'uso di ghiaccio secco al posto di quello normale ma anche per l'impiego di un contenitore isotermico di vecchia generazione, privo di sensori e allarmi per la temperatura. Contenitore scelto dall'équipe in partenza da Napoli malgrado il Monaldi disponga dei moderni box tecnologici, a quanto pare perché il personale non era stato formato al loro utilizzo.