Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Controlli in aumento grazie all'uso degli algoritmi e dei nuovi metodi a disposizione

Come previsto dal Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028, l'Agenzia delle Entrate si prepara a effettuare una serie di verifiche a tappeto sui conti correnti degli italiani, alla ricerca di redditi non dichiarati.

Grazie all'individuazione di anomalie sui flussi bancari, coadiuvata dalle analisi incrociate sulle banche dati a disposizione del Fisco, sarà possibile focalizzare l'attenzione su situazioni potenzialmente a rischio evasione. Ma quale linea guida verrà seguita per far scattare questa attività di controllo? Il principio che guiderà le verifiche sarà quello della presunzione legale: ogni movimento di denaro non giustificato verso un conto corrente verrà considerato come reddito imponibile, per cui sarà il contribuente ad avere l'onere di provare il contrario. Ciò significa che, in assenza di giustificazione preventiva su un movimento ritenuto sospetto dall'Agenzia delle Entrate, il cittadino dovrà documentare che la somma contestata sia già stata tassata alla fonte, che risulti fiscalmente non rilevante, oppure che si tratti di operazioni non imponibili, quali ad esempio risarcimenti per "danno emergente", donazioni o regali, rimborsi spese per conto terzi o una somma derivante da una vendita tra privati (quando si tratta di una transazione occasionale e sporadica di beni personali usati effettuata senza finalità speculative).